* * *
“Un amore da favola?”
Di Edmondia DantesTradotta da Kemis (kemis@darkening.net)
Disclaimer: *ridacchia* Ceeeeeeeerto.
AN: *ride*
* * *
Badare al negozio di giochi alle sei e mezza di venerdì sera era una palla.
Era davveeeeeeeero una palla.
Yugi Muto era annoiato. Terribilmente annoiato. Dolorosamente annoiato. Aveva già giocato a freccette con la foto di Kaiba tre volte (e Yami diceva che non era cattivo. Hah.), conquistato il mondo due volte giocando a “Civilization” in rete, e rimescolato il suo mazzo così tante volte che alcuni dei mostri sembravano avere il mal di mare. Annoiato, annoiato, annoiato!
Non c’era assolutamente niente da fare.
//Aibou! AIUTAMI!//
Cancella quell’ultimo pensiero.
/Eh? Yami? Qual è il problema?/
//…sono pedinato da un’orda di donne. Le fai andare via?//
/Dove sei?/
//Tornando a piedi dal negozio! Mi hai detto tu di comprare altri cereali zuccherati per la colazione, ricordi?// /E… *ridacchia* Ti stanno pedinando?/
//SÌ!//
Pedinato? Il suo yami? Dio, che razza d’idea. Yugi non si preoccupò neanche di nascondere il suo essere divertito. /Dimmi, Yami-chan, ti ricordi che cosa indossi?/
Uno sbatter di palpebre mentale. //Vestiti, aibou.//
/Pantaloni di pelle neri super-aderenti, stivali, una maglia di rete senza maniche, due cinture, una catena, il Puzzle, due fibbie da polso, due bracciali da braccio d’argento, tre anelli, una fibbia al collo e orecchini?/
Poteva quasi sentire Yami che si dava una controllata mentalmente. //…e quindi?//
Sbuffò. /Sembri uno spogliarellista dark, Yami-chan./
//…//
/Ma è tutto a posto,/ mormorò, /mi piaci, così./
Il faraone sembrava decisamente di malumore quando rispose. //Dovresti, aibou, sei vestito allo stesso modo.//
/Sì, ma io non sembro altrettanto… non so, “Fangirls! Il vostro dio è qui!” quanto te./
Una lunga pausa, poi una risposta imbronciata. //…Io non…//
Yugi alzò gli occhi al cielo. Ceeeeeerrrto. /Yami, hai la minima idea di quanto tendi a metterti in mostra?/ Eh. Non che mi dia fastidio…
Shock improvviso gli attraversò la spina dorsale.
//…!!!!! AIBOOUUUU!!!!//
/COSA?!/
Non aveva mai sentito prima così tanto orrore nella voce del suo yami. //UNA DI LORO MI HA APPENA PIZZICATO IL SEDERE! AIUTO!//
E CHE CAZZO?! /COSA?! QUEL SEDERE È MIO! DOVE SEI?!/
//…a un isolato di distanza. Posso ucciderle? Per piacere?//
/…no. Ho un’idea migliore./
Piagnucolio. //Aibou… sbrigati… mi pare di vedere delle zanne…//
Yugi era già in piedi che correva fuori dalla porta.
* * *
Perché non se ne volevano andare?
Yami no Yugi aumentò la sua velocità da una camminata dignitosa a qualcosa più simile a una dignitosa pseudo-corsa. Andate via, andate via, andate via…
Gli squittii ridacchianti dietro di lui crebbero più forte, unghie laccate di rosa che artigliavano il suo fondoschiena. Rabbrividì per l’orrore e accelerò. Un dio vivente non di metteva a piangere chiamando la mamma. Piangere chiamando il suo compagno di letto, tuttavia, era tutt’altra questione.
//Aibou… dove sei?//
/Yami-chan? Non muoverti!/
Inchiodò in una fermata molto dignitosa - il che fu una buona cosa, altrimenti sarebbe ruzzolato a terra in modo molto poco dignitoso, con una persona molto poco dignitosa stravaccato sopra di lui.
Le masse sciamarono in avanti in una nuvola di profumo da due soldi - e di fermarono di botto, le ciglia truccate densamente di mascara spalancate, le bocche con le labbra coperte di gloss spalancate per la sorpresa.
Yugi Muto sorrise graziosamente loro, le mani delicate chiuse a pugno nei capelli color ebano a tocchi scarlatti del suo yami, le lunghe ciglia socchiuse seducentemente su luccicanti occhi viola, una gamba fasciata di pelle avvolta fermamente intorno a anche strette.
“Bene, ragazze… vedo che avete trovato quello che avevo perso?”
Strofinò le labbra deliberatamente contro la mascella del suo yami, sussurrando un silenzioso incoraggiamento al ragazzo, che, anche se si sentiva notevolmente sciocco, in ogni caso mormorò abbastanza forse perché il branco di ragazze con gli occhi stralunati potessero sentire, “Dolce hikari, come ho mai fatto a smarrirti?”
Gemiti di delusione echeggiarono nell’aria. Dal dietro della folla, una ragazza si fece largo a spinte tra la calca, estraendo un block-notes mentre arrivava e mostrando al mondo un ghigno devastante.
Un accenno di una risatina nella sua voce fu tutto quello che Yugi si lasciò sfuggire nella recita. “Oh, caro! Come puoi essere così gentile con me?”
Nella folla, qualcuna si strinse le mani al petto, un leggero rossore che le copriva il viso. La ragazza col block-notes ghignò in modo leggermente più folle ed estrasse le sue matite.
Un sorriso impudico gli lampeggiò sul volte, una mano scivolò lungo la sua spina dorsale fino a sistemarsi possessivamente nella sua tasca posteriore. “Hikari…” sussurrò rocamente, “Come potrei essere altro? Hai salvato la mia anima e mi hai trascinato fuori dall’oscurità… un’oscurità aspra e crudele che non aveva fine finché vidi per la prima volta la brillantezza scintillante dei tuoi occhi…”
Qualcuna svenne.
Le ciglia di Yugi si agitarono sbattendo oltraggiosamente mentre soffocava le risa. “Mio oscuro faraone… uscisti dalla notte come un ladro e rubasti il mio cuore…”
L’angolo delle labbra di Yami si contraeva pazzamente, i suoi occhi scarlatti accendendosi di un bagliore malizioso. “Una bellezza come la tua - nel momento in cui ti ho visto, seppi che dovevo farti mio!”
Yugi fu improvvisamente colto da una terribile, tremenda, brillante idea. Inghiottì una risata e si strinse una mano pallida al cuore, sottraendosi dalla confortevole stretta del suo yami. “Ahimè!”
Yami sbatté le palpebre rapidamente, ma restò nella parte, allungando una mano sorpresa verso il suo amante. “Amor mio? Quale fato crudele ci ha colpito ora?”
La mani scivolò dal petto di Yugi a posarsi drammaticamente sulla sua fronte. “Ahimè! Il nostro tempo insieme è trascorso per nulla! Poiché il mio nonnino - ER! Il mio crudele patrigno ha dichiarato che devo sposare… er… Anzu! L’indomani!” E si mise in posa drammatica, stringendosi la mano vagante sopra gli occhi, il viso sollevato in supplica alla luna insensibile. Yami quasi si strozzò.
Sottili rantolii orripilati si levarono nella notte calma.
“È vero! Il mio padrino mi ha ordinato di sposarla e io sono fuggito per cercarti! Mi ucciderà se non obbedisco!” E tirò su col naso drammaticamente.
Yami, dopo quel suo momento di stupore, balzò in avanti, posando una mano gentile sulla spalla sottile del suo hikari. “No! Amor mio, non puoi! Non lo permetterò!”
Qualcuno tirò su col naso. “È così dolce…”
Yugi sbatté le palpebre con forza, cercando di farsi venire le lacrime agli occhi. Quando furono adeguatamente luccicanti, sollevò la testa, voltandosi ad incontrare lo sguardo del suo yami. “Ma caro! Io devo!”
“Aww…”
Un ghigno perverso attraversò le labbra di Yami per una frazione di secondo, prima di voltarsi di scatto, mettendosi in una posa familiare. “Su codesta luna benedetta io giuro che nessun uomo… o donna… poserà una mano sul mio amato!”
“Yeah! Vai così, ragazza! …er! Ragazzo! Vai! Stendili tutti!”
Yugi soffocò a malapena una risatina mezza stordita. “Oh, caro!” posò prudentemente una mano sulla spalla del suo yami, sollevando l’altra per accarezzare la curva morbida della sua guancia, “Affermare una tale cosa…! Certamente non combatterai contro mio padre?”
“Sì! Prendilo a calci in culo!”
“Icey!”
“Cosa?!”
Yami girò leggermente la testa, avvicinandosi al suo hikari, posando completamente la guancia nel palmo della mano di Yugi. “A costo della mia vita o la sua, tu non ti sposerai l’indomani, lo giuro!”
“Vai! Questo è lo spirito giusto!”
“Lotta! Lotta! Lotta!”
“Viva il vero amore!”
Yugi stava ora tremando per la forza delle risate contenute. “Oh, amor mio!”
E si gettò tra le braccia di Yami, ridendo istericamente. Con una risata leggermente folle, Yami affondò il viso nei suoi capelli, ridacchiando a crepapelle.
“Aww!”
“Kawaii!”
Qualcuno tirò su col naso. “È così bello…”
“Vorrei che il mio ragazzo fosse così dolce.”
“L’amore!” Un singhiozzo. “Vorrei avere qualcuno da amare!”
“Stanno avendo un momento magico! Zitte!”
“Dovremmo lasciarli soli… hanno bisogno di stare soli.”
“…andiamo a cercare il padre e uccidiamolo!”
“Giusto!”
“Prendiamo il bastardo!”
E sparirono rapidamente come erano venute.
Yugi allontanò il viso dalla spalla del suo yami. Yami stava ancora ridacchiando tranquillamente, strofinando il naso nei suoi capelli con affetto.
“Allora,” Yugi ridacchiò, pungolando con il dito il suo yami nel petto, “Abbiamo appena spedito un’orda di ragazze idrofobe all’inseguimento del mio patrigno inesistente. E tu dici che non sono crudele o sadico. Dio aiuti l’uomo che scelgono come loro vittima innocente.”
E sorrise, bello e angelico come il peccato.
Yami, per la prima volta nella sua vita o morte, gettò la testa all’indietro e rise così forte che gli facevano male i fianchi.
Sotto il suo sghignazzare, nessuno poté sentire l’isterica risata maligna della ragazza col block-notes mentre firmava il suo schizzo, con un deciso ghirigoro sulla fine della ‘i'.
* * *
-Fine-
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